Cristina Bellemo-Romina Marchionni, Qualcosa da dire, Zoolibri. Da 4 anni

Una foresta surreale, di animali linguacciuti e antropomorfi, che hanno sempre, appunto «qualcosa da dire» sugli altri. Pettegolezzi («si dice…», «gli ho sentito dire…») e stereotipi («la Vipera col problema della lingua divisa in due, non saprà leggere scrivere e neanche parlare…», «non andrei mai a casa del Cinghiale, a guardarlo dev’esserci un tal sudiciume…»). E intanto, mentre quel frenetico chiacchiericcio malevolo non si spegne, in un altrove sereno e di pace, le vittime delle maldicenze si godono la vita, con atteggiamenti lontanissimi dagli stereotipi e dai pregiudizi, alla faccia di chi perde tempo a sparlare.

È proprio il loro divertito e giocoso benessere la migliore risposta a tutte le malignità. Il cinghiale fa allegramente le pulizie di primavera, lustrando la casa per invitare la Raganella, di cui è innamorato; la Vipera tiene in due lingue lezioni all’Università, e lo Struzzo, di cui si dice che sia un po’ rintontito, organizza invece dei meravigliosi picnic, a cui forse, generosamente, inviterà anche i pettegoloni… perché si sa: più si è e più ci si diverte.

Il testo di Cristina Bellemo scorre arguto, mettendo in luce i vari malintesi che possono sorgere in un ascolto ostile; le illustrazioni di Romina Marchionni danno vita e spiccata personalità ad ogni animale.

Per sorridere, per imparare a conoscere davvero l’altro prima di giudicare.

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